Sulla Blue tongue occorre essere uniti nel solo interesse degli allevatori
Il presidente Floriano De Franceschi: “Arav si è attrezzata prontamente
ed i vaccini saranno distribuiti a giorni alle aziende che ne hanno fatto richiesta”
Vicenza, 28 settembre 2016. Blue tongue, l’Associazione allevatori del Veneto non ha perso tempo e si è prontamente attivata, con un servizio di emergenza, senza sostituirsi ai soggetti pubblici preposti, con l'Associazione italiana allevatori, in stretto raccordo con il Ministero della Salute. I vaccini sono disponibili per tutti gli allevatori che ne hanno fatto richiesta e verranno distribuiti entro la settimana o, al massimo, entro i primi giorni di ottobre. “Ci siamo mobilitati subito presso la Regione Veneto, che ha dimostrato immediata attenzione, pur non negando che i tempi della burocrazia sono diversi rispetto alle esigenze imprenditoriali degli allevatori per poter disporre dei vaccini gratuiti. Intuendo che i tempi non sarebbero stati brevi, come avvenuto nelle altre aree italiane colpite dalla patologia – spiega il presidente di Arav, Floriano De Franceschi – onde evitare speculazioni a carico degli allevatori, abbiamo immediatamente agito in stretto raccordo con Aia ed il Ministero della Salute, per dare una risposta precisa e rassicurante agli allevatori che dovevano risolvere il problema”. Questo servizio, fornito in altre regioni dalle Associazioni regionali allevatori senza particolari intoppi, in Veneto ha riscontrato non poche difficoltà, a causa della mancanza di volontà di alcune organizzazioni zootecniche di fare squadra per risolvere un oggettivo problema della categoria allevatoriale. “Una cosa davvero inconcepibile, nonostante gli sforzi messi in atto dall'Associazione regionale allevatori del Veneto, che fornisce gratuitamente il servizio agli allevatori che ne hanno fatto richiesta. Le aziende richiedenti – conclude il presidente De Franceschi – potranno disporre dei vaccini ordinati per i territori di competenza nelle Ulss che al momento hanno dato la disponibilità (Vicenza, Feltre e Pieve di Soligo). Rincresce che sulla vicenda ci sia chi denuncia una situazione diversa dalla realtà, provocando un allarmismo che si va ad aggiungere ai timori degli allevatori, sui quali Arav lavora con competenza tecnica e tempestività”. L’Associazione allevatori del Veneto, sul tavolo della Regione, come sostenuto da tutti i partecipanti, ha supportato la richiesta di non far ricadere sulle imprese i costi per far fronte alla patologia.