Per convincere l’Europa a garantire l’origine in etichetta e cambiare il codice doganale. Appello contro gli ultra formulati. Coldiretti ha consegnato 1 MLN di firme per trasparenza e salute al Commissario Varhelyi.
30 aprile 2026. Un milione di firme di cittadini e 2034 delibere tra Regioni, Province, Anci e Comuni italiani sono state consegnate dalla Coldiretti nelle mani del Commissario Ue per la Salute Olivér Várhelyi, per tutelare trasparenza e salute con l’etichettatura d’origine obbligatoria sui cibi in commercio in Europa e la riforma del Codice doganale, superando le attuali distorsioni date dall’ultima trasformazione sostanziale e restituendo agli Stati membri la possibilità di definire con chiarezza la provenienza dei prodotti. All’incontro a Palazzo Rospigliosi, a Roma, hanno preso parte il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo, il presidente Ettore Prandini, il prof. Antonio Gasbarrini, Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Aletheia e Direttore Scientifico Fondazione Policlinico Gemelli Irccs, Roberto Weber, Presidente Istituto Ixe’, Felice Adinolfi, Professore di economia e politica agraria dell’Università di Bologna, Luigi Scordamaglia, ad di Filiera Italia e Capo Area Mercati, Internazionalizzazione e Politiche Europee.
Coldiretti Treviso dal canto suo ha raccolto già 43 delibere approvate dai Comuni trevigiani, mentre altri consigli comunali della Marca sono in procinto di deliberare: “Le firme e le delibere raccolte sono il risultato dell’impegno e delle mobilitazioni condotte da Coldiretti su tutto il territorio nazionale e in Europa, l’ultima delle quali ha visto diecimila agricoltori al Brennero per denunciare gli inganni e le storture dell’attuale codice doganale, con tir carichi di prosciutti freschi e mozzarelle pronti per essere “italianizzati”. La tappa finale di un percorso che ha visto la partecipazione di oltre centomila agricoltori in tutta Italia e di ben sette corriere piene di imprenditori agricoli trevigiani associati a Coldiretti” spiega Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso.
UE, GESMUNDO AL COMMISSARIO VARHELYI: “LA SALUTE È LA PRIMA PREOCCUPAZIONE DEGLI EUROPEI. BASTA CIBI ULTRA-FORMULATI”
“I sondaggi ci dicono che nel profondo degli europei il primo problema non è né la sicurezza energetica né la sicurezza militare. Il primo problema è la salute. E il cibo è l’anticamera perché un corpo umano vada in una direzione sbagliata piuttosto che in una direzione sana e salutare. Al Commissario chiediamo dunque misure urgenti finalizzate a limitare la promozione e il consumo dei cibi ultra formulati, poiché ne va della salute dei nostri figli e della tenuta dell’assistenza sanitaria pubblica”. È il messaggio lanciato dal segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, in apertura dell’incontro con il Commissario europeo alla Salute OIiver Varhelyi. Secondo un’indagine mostrata dal presidente dell’Istituto Ixe’ Roberto Weber, se prendiamo gli ultimi 10-12 anni, il livello di preoccupazione per la salute e per il sistema sanitario è aumentato di almeno 30 punti percentuali. Gesmundo ha ringraziato il Commissario per “aver definito i contadini ‘guardiani della salute’ e per il coraggio e l’audacia” dimostrati nell’affrontare temi considerati spesso scomodi dalle élite tecnocratiche europee, a partire dalla battaglia contro i cibi ultra-processati e l’abuso di bevande energetiche, definite ‘una vera emergenza sanitaria globale”.


