1 Dicembre 2019
PREMI COMUNITARI: OCCHIO ALLE NORME DI CONDIZIONALITA’

E’ fondamentale non sbagliare per evitare la sospensione degli aiuti

Le imprese agricole oramai hanno familiarizzato con il termine della condizionalità, ossia un insieme di regole che permettono una corretta gestione dell’azienda nel rispetto dell’ambiente, nella garanzia della salute e del benessere animale ed infine nella certezza di garantire la salubrità degli alimenti. Va ricordato che il rispetto delle regole di condizionalità è rivolto alle aziende che beneficiano di pagamenti diretti ( domanda unica ), dei premi annuali previsti nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale, di pagamenti relativi al sostegno per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti ed infine ai programmi di sostegno per la vendemmia verde. La condizionalità è lo strumento fondamentale ed operativo che lega l’azienda agricola al cittadino attraverso la salvaguardia delle risorse primarie come il suolo, l’acqua ed il paesaggio. Non rispettando queste norme si può incorrere in gravi sanzioni con possibile decurtazione degli aiuti per più anni.

ECCO GLI IMPEGNI DA MANTENERE

Il quadro di impegni si divide in due gruppi, i CGO ossia i Criteri di Gestione Obbligatori che derivano da disposizioni comunitarie e le BCAA, Buone Condizioni Agronomiche e Ambientali che comprendono un uso sostenibile del terreno agrario attraverso interventi agronomici e ambientali.

  • CGO 1: protezione dall’inquinamento provocato dai nitrati: si tratta di una norma che mira a tutelare il prezioso bene dell’acqua dall’inquinamento provocato dall’azoto sia di derivazione animale, sia di derivazione chimica con la fertilizzazione delle piante.
  • CGO 2: conservazione degli uccelli selvatici: si tratta di una norma di salvaguardia della biodiversità per aree di particolare interesse ecologico.
  • CGO 3: conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche: si tratta di una norma che mira alla conservazione della biodiversità attraverso un “modus operandi” corretto dell’azienda agricola.
  • CGO 4: principi e requisiti generali della legislazione alimentare: è rivolto alla filiera del settore alimentare con l’obiettivo di garantire la sicurezza al consumatore finale.
  • CGO 5: divieto di utilizzazione di talune sostanze proibite: si tratta di una norma rivolta agli allevatori con l’obiettivo di salvaguardare la sicurezza alimentare.
  • CGO 6_7_8: identificazione e registrazione dei suini, bovini ed ovini: si tratta di norme volte alla corretta identificazione e registrazione degli animali allevati.
  • CGO 10: immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari: si tratta di una norma volta al corretto utilizzo dei farmaci in agricoltura per la salvaguardia della salute e dell’ ambiente.
  • CGO 11_12_13: norme minime per la protezione di vitelli, suini e gli animali negli allevamenti.
  • BCAA 1: introduzione di fasce tampone lungo i corsi d’acqua: comprende le corrette norme comportamentali per la tutela delle acque.
  • BCAA 2: rispetto delle procedure di autorizzazione per usi irrigui.
  • BCAA 3: protezione dall’inquinamento dovuto a certe sostanze pericolose.
  • BCAA 4_5_6: copertura minima del suolo, gestione minima delle terre per limitare l’erosione e mantenimento della sostanza organica nei terreni agrari.
  • BCAA 7: mantenimento degli elementi caratteristici del paesaggio.

Per rispettare la condizionalità è necessario profilare correttamente l’azienda sulla base della propria ubicazione, indirizzo produttivo con presenza di produzione vegetale e/o produzione animale e gestione agroambientale attraverso le BCAA 1, BCAA 2, BCAA 3, BCAA 7 nonché il CGO 10 relativo all’acquisto e/o utilizzo di prodotti fitosanitari.

Gli uffici zona sono a tua disposizione per qualsiasi approfondimento in materia.

Alessandro Munaro.

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