Coldiretti Treviso ringrazia la Regione per l’adozione della delibera anti Ceta
IL DOCUMENTO GIA’ INVIATO A TUTTI I SINDACI TREVIGIANI
Feltrin: “L’accordo con il Canada è una trappola mortale per i nostri prodotti, produttori e consumatori”
“Il mio grazie personale e quello di tutta Coldiretti Treviso al presidente della Regione del Veneto ed alla sua Giunta per aver adottato la nostra delibera anti Ceta. Ora tocca ai sindaci e agli amministratori della Marca trevigiana scendere in campo per fermare una trappola mortale per le nostre produzioni e per i nostri consumatori. Basta pensare che la liberalizzazione di enormi quantità di grano canadese che arriverebbe in Europa non tiene conto che per produrlo si utilizzano agenti chimici vietati in tutto il territorio dell’UE”. Reagisce così Walter Feltrin, presidente di Coldiretti Treviso, alla notizia dell’adozione della Giunta regionale del Veneto della delibera in cui esprime la propria posizione fortemente critica nei confronto dell’Accordo economico e commerciale globale tra Unione europea e Canada (Comprehensive Economic and Trade Agreement - CETA) che si pone come obiettivi fondamentali: procedere alla progressiva liberalizzazione degli scambi assicurando alle merci dell’altra Parte il trattamento disposto a livello nazionale; avviare un’attività di riduzione o soppressione reciproca dei dazi doganali sulle merci originarie dell’altra Parte; assicurare l’astensione dall’adozione o dal mantenimento in vigore di divieti o restrizioni all’importazione merci dell’altra Parte o all’esportazione alla vendita per l’esportazione di merci destinate al territorio dell’altra Parte.
Il CETA è un accordo a natura mista per la cui entrata in vigore è necessaria la ratifica da parte di ciascuno Stato membro secondo le rispettive disposizioni nazionali.
“Chiediamo che tutti gli amministratori dei 95 comuni della Marca trevigiana si oppongano alla ratifica italiana di un simile accordo capestro – sottolinea Antonio Maria Ciri, direttore di Coldiretti Treviso - In realtà a fronte dei presunti benefici attesi, il CETA introduce sostanzialmente un meccanismo di acritica deregolamentazione degli scambi e degli investimenti che non giova alla causa del libero commercio e pregiudica in modo significativo la qualità, la competitività e l’identità del sistema agricolo nazionale.
Per tali ragioni Coldiretti è impegnata, con una coalizione di altri portatori di interesse, in un’azione tesa ad informare e sensibilizzare il Governo ed i Parlamentari italiani chiedendo loro di non votare a favore della ratifica dell’Accordo e di impedirne l’entrata in vigore in via provvisoria, nella direzione di ragioni di scambio improntate alla democrazia economica ed alla salvaguardia dei diritti dei consumatori e delle imprese”. Le motivazioni alla base della proposta affondano le loro radici in due terreni: “Uno di natura economica, legato alla difesa delle imprese agricole nazionali ed alla tutela ed allo sviluppo del made in Italy, modello di sviluppo, coesione territoriale e crescita, per il Paese e per la comunità – conclude Walter Feltrin - il secondo, di natura valoriale, legato al bene comune.
All’entrata in vigore dell’accordo, infatti, la cooperazione regolamentare determinerà la graduale eliminazione delle regole che, nei diversi settori della sanità pubblica, della sicurezza degli alimenti, della protezione dei consumatori e dell’ambiente possono essere ritenuti di ostacolo alla libertà del commercio”.
I sindaci della Marca hanno già ricevuto da Coldiretti Treviso l’ordine del giorno anti Ceta (vedi allegato). Nei prossimi giorni non mancheranno nuove iniziative di sensibilizzazione.


