6 Agosto 2019
IL CONSORZIO DELL’ASPARAGO DI BADOERE IGP CAMBIA DISCIPLINARE

A ridosso del 2020, anno che vedrà il Consorzio dell’Asparago di Badoere Igp compiere i suoi primi dieci anni di riconoscimento della certificazione geografica il Consorzio si appresta alla modifica del disciplinare di produzione.
Dopo un lungo iter, l’istruttoria di modifica che è stata seguita dalla Regione Veneto ed ora approdata al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali per la parte di evidenza pubblica, terminerà con l’incontro pubblico che si terrà il 12 settembre a Badoere di Morgano presso la storica chiesa che si affaccia sulla Rotonda di Badoere alle ore 17,00.

«Quella dell’asparago è una coltura in crescita, che il mercato chiede e per la quale paiono esserci ampi margini di incremento» sottolinea il presidente del Consorzio dell'Asparago di Badoere Igp Aronne Basso, « Proprio per dare risposta alla sempre maggiore richiesta di prodotto certificato i soci del consorzio hanno da tempo intrapreso un percorso di modifica del disciplinare che pur rimanendo rigoroso e rispettoso della tradizione sarà al contempo evolutivo ed innovativo».
I principali cambiamenti riguarderanno le varietà coltivabili di asparagi bianchi e verdi che permetteranno maggiori rese per ettaro: le modifiche che il Consorzio ha messo in atto riguarderanno così l’introduzione di nuove varietà che permetteranno oltre che di ridurre i trattamenti anche di ampliare la compagine sociale.
Nel rispetto dei principi fondativi del Consorzio il cambiamento non vedrà modificata l’area di produzione e confezionamento dell’Asparago di Badoere Igp. Questa continuerà a comprendere nell'ambito delle province di Treviso, Padova e Venezia, l'intero territorio dei seguenti comuni: Casale sul Sile, Casier, Istrana, Mogliano Veneto, Morgano, Paese, Preganziol, Quinto di Treviso, Resana, Treviso, Vedelago, Zero Branco, Piombino Dese, Trebaseleghe e Scorzè.

«Il non nascosto obbiettivo del consorzio è quello di avere nuovi produttori in grado di certificare rispettando l’ambiente e contemporaneamente aumentare le quantità di prodotto certificato per rispondere alla crescente domanda dei consumatori» chiude il presidente Basso.
Una volta concluso l’iter, il nuovo disciplinare tornerà a Bruxelles per l’approvazione definitiva da parte dell’Unione Europea.

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