30 Aprile 2021
FOTOVOLTAICO. COLDIRETTI VENETO:” DISPOSTI A SEDERCI AD OGNI TAVOLO DI CONFRONTO CHE DIA RISPOSTE CHIARE ALLE NOSTRE DOMANDE”

28 Aprile 2021 -  “Pronti a sederci a qualsiasi tavolo di confronto, spiegando che l’unico “spauracchio” da temere è il folto numero di progetti che si stanno presentando in regione consumando centinaia di ettari agricoli”. Coldiretti Veneto risponde così alla proposta di confronto lanciata da Matteo Favero responsabile ambiente del Partito Democratico trevigiano e alle dichiarazioni di Legambiente Veneto.

“Sarà l’occasione per riconfermare che Coldiretti da sempre è d’accordo sullo sviluppo di energia da fonti rinnovabili, a partire dal sole. Non a parole, ma con i fatti – dice Coldiretti Veneto – e non da ieri, ma da sempre. Coldiretti è talmente d’accordo che ha promosso tra i soci la realizzazione di impianti sui tetti ed in Veneto siamo arrivati a circa 4 mila impianti con un notevole sviluppo da qui in avanti. Coldiretti Veneto ha dato vita alla prima comunità energetica che distribuisce energia elettrica green e tutti i nostri uffici sono alimentati con energia prodotta dalle nostre aziende agricole con gli impianti sui tetti”.

“Sarà inoltre un’opportunità  per chiedere se si vuole oppure no una legge che, sui terreni agricoli, lasci esclusivamente agli agricoltori, nel rispetto di prestabiliti limiti, la possibilità di costruire impianti fotovoltaici o agri-voltaici. Ci dirà la storia – o forse meglio gli agricoltori - se effettivamente sotto i pannelli si può fare veramente qualcosa che assomigli all’agricoltura. Oggi nessuno lo sa. Non lo sanno i professori universitari, tanto che affermano che l’impianto di Loreo in provincia di Rovigo è “pionieristico”. Non lo dice il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) quando afferma che bisogna monitorare gli effetti sull’agricoltura sotto i pannelli”.

“Allo stesso tavolo – precisa Coldiretti Veneto - porremo  un’altra domanda: “Si vuole oppure no, per il fotovoltaico o agri-voltaico, privilegiare l’uso di aree “non agricole” ad oggi inutilizzate?” In Veneto ci sono 10 mila ettari a disposizione per le società industriali italiane, olandesi o inglesi che vogliono investire nella realizzazione di grandi parchi di cui si parla tanto: dunque, si usino quelle zone, oppure quelle occupate da 11 mila manufatti con le relative pertinenze dismesse? O le cave non più funzionanti, oppure gli argini della Pedemontana, senza dimenticare i tetti degli edifici privati e pubblici veneti. Se gli  esperti facessero due conti si accorgerebbero quanta energia si riuscirebbe a produrre.”

La sfida è questa: dire chiaramente si al fotovoltaico, ma non sui terreni agricoli, spostando gli impianti industriali sulle aree che già la programmazione urbanistica non classifica come agricoli.

“Si risponda – conclude Coldiretti Veneto – una volta per tutte a questi interrogativi,  senza continuare a sventolare il rischio di incostituzionalità. Se siamo d’accordo su questi principi sapremo anche evitare questo rischio”

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