28 Giugno 2017
COSA CAMBIERÀ CON L’APPROVAZIONE DEL CETA?

La questione emerge chiaramente nell’intervento presentato dall’ Assessore Regionale Giuseppe Pan  alla Giunta regionale*

Il Canada è il 12° partner commerciale più importante dell'Unione europea. L’Unione europea è, per il Canada, il secondo partner commerciale dopo gli Stati Uniti e rappresenta quasi il 10% del suo commercio estero. Il volume degli scambi di merci tra Unione europea e Canada raggiunge quasi 60 miliardi di euro l’anno.

Il 28 ottobre 2016 con Decisione (UE) 2017/37 l’Unione europea ha approvato la firma dell’Accordo economico e commerciale globale tra Unione europea e Canada (Comprehensive Economic and Trade Agreement),  di seguito CETA.

Il 30 ottobre 2016 Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, Robert Fico, presidente del Consiglio dei ministri della Slovacchia e presidente di turno del Consiglio, e Justin Trudeau, primo ministro del Canada, hanno firmato l'accordo economico e commerciale globale UE-Canada.

Il 15 febbraio 2017 il Parlamento europeo ha dato il proprio consenso alla conclusione del CETA che prevede l'abolizione della maggior parte dei dazi doganali tra le Parti e con decisione (UE) 2017/38 del Consiglio del 28 ottobre 2016 è stata prevista la possibilità di applicazione provvisoria dell’Accordo.

Il CETA si pone come obiettivi fondamentali:        
- procedere alla progressiva liberalizzazione degli scambi assicurando alle merci dell’altra Parte il trattamento disposto a livello nazionale;
- avviare un’attività di riduzione o soppressione reciproca dei dazi doganali sulle merci originarie dell’altra Parte;
- assicurare l’astensione dall’adozione o dal mantenimento in vigore di divieti o restrizioni all’importazione merci dell’altra Parte o all’esportazione alla vendita per l’esportazione di merci destinate al territorio dell’altra Parte.

All’entrata in vigore dell’Accordo è previsto l’annullamento di circa il 98% di tutte le tariffe dell’Unione europea, ma, d’altra parte, la cooperazione regolamentare conduce alla graduale eliminazione delle regole che, nei diversi settori della sanità pubblica, della sicurezza degli alimenti, della protezione dei consumatori e dell’ambiente, possono essere ritenuti di ostacolo alla libertà del commercio.

Con riferimento al settore agricolo, con il CETA il Canada eliminerà i dazi per il 90% dei prodotti agricoli al
momento dell’entrata in vigore dell’accordo e per il 91,7% dopo una transizione di sette anni. L’Unione europea, d’altra parte, eliminerà il 92,2% dei dazi agricoli all’entrata in vigore dell’accordo ed il 93,8% dopo sette anni; l’abbattimento istantaneo e quasi totale dei dazi attiva, significativi flussi di importazione competitiva sotto il profilo dei prezzi, ma con scarsi standards qualitativi e di sicurezza, a fronte della mancanza di un sistema di regole che tuteli i consumatori e che assicuri evidenza e trasparenza sull’origine delle materie prime.

Il CETA semplifica e vanifica il complesso sistema di regole di produzione, di protezione della qualità e dell’ambiente vigente a livello comunitario e nazionale, rispondendo all’unico criterio cogente della facilitazione commerciale ed affidando valutazioni e giudizi di conformità e responsabilità, in modo permanente, a più di una decina di Commissioni apposite create dal Trattato e sottratte allo scrutinio giurisdizionale, tecnico e parlamentare, sia di livello comunitario, sia nazionale.

Sul fronte delle produzioni a denominazione, all’Italia sono riconosciute appena 41 indicazioni geografiche a
fronte di 291 Dop e Igp registrate; con la conseguente rinuncia alla tutela delle restanti 250 ed impatti gravissimi sul piano della perdita della qualità del nostro made in Italy; la tutela delle indicazioni geografiche riconosciute non impedisce l’uso in Canada di indicazioni analoghe, per coloro che abbiano già registrato o usato commercialmente tale indicazione e consente le “volgarizzazioni” legate ai nomi dei prodotti tipici dell’italian sounding.           

In un momento in cui l’agroalimentare italiano e quello veneto sono fattore trainante della economia e sono
riconosciuti come ambasciatori del nostro territorio all’estero, anche in funzione dei flussi turistici, l’applicazione del CETA può compromettere non solo la capacità di fare reddito della filiera agroalimentare italiana e veneta, ma anche l’immagine del Paese.

Il CETA è un accordo a natura mista per la cui entrata in vigore è necessaria la ratifica da parte di ciascuno
Stato membro secondo le rispettive disposizioni nazionali; nel nostro ordinamento, la Costituzione attribuisce al Presidente della Repubblica il compito di ratificare i trattati internazionali e, nei casi espressamente previsti dall’articolo 80, previa autorizzazione delle Camere, come nel caso in specie.

A tale scopo, il 24 maggio 2017 il Presidente del Consiglio ha portato all’esame del Consiglio dei Ministri il
testo del trattato, tradotto nel disegno di legge n. 2849 “Accordo di partenariato strategico tra l’Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e il Canada, dall’altra, fatto a Bruxelles il 30 ottobre 2016”, ai fini della valutazione da parte del Parlamento italiano.

Per quanto sopra e in considerazione dei riflessi negativi che tale accordo può avere sul comparto agroalimentare italiano e, quindi anche su quello veneto, essendo quest’ultimo di rilevante portata sia per quantità, ma soprattutto per la qualità della materia prima e dei prodotti derivati, noti in tutto il mondo, si propone di invitare il governo ed il parlamento a sospendere l’approvazione del ddl n. 2849 “Accordo di partenariato strategico tra l’Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e il Canada, dall’altra, fatto a Bruxelles il 30 ottobre 2016” e ad intervenire in sede europea per tutelare e difendere i prodotti e marchi tipici, vera ricchezza del nostro territorio.           

* Testo tratto dal documento 925 del 2017 dall’ oggetto: Posizione della Regione del Veneto rispetto all’Accordo economico e commerciale globale tra Unione europea e Canada (Comprehensive Economic and Trade Agreement - CETA). Decisione (UE) 2017/37 del Consiglio del 28 ottobre 2016 relativa alla firma, a nome dell'Unione europea, dell'accordo economico e commerciale globale (CETA) tra il Canada, da una parte, e l'Unione europea e i suoi Stati membri, dall'altra.