26 Giugno 2026- Nelle campagne veneziane si sta procedendo con la trebbiatura del grano, sono concordi gli agricoltori delle due principali zone del veneziano vocate a seminativo, il nord e il sud della provincia, nell’affermare che si tratta mediamente di una buona raccolta. Sono a livello provinciale più di diecimila gli ettari coltivati a grano tenero e sotto ai 500 ettari di grano duro.
Mentre nel Cavarzerano le operazioni di trebbiatura sono ormai completate, nel portogruarese sono più indietro, in particolare nelle zone più interne, quelle colpite dalle recenti grandinate, ma anche dalle piogge più frequenti dell’inverno che non hanno consentito una buona crescita della pianta. Le rese del grano ad oggi si avvicinano ai 70-80 quintali/ettaro, la qualità è buona ma il problema sono i costi di produzione che rimangono sempre molto alti. I costi energetici e dei fertilizzanti, che rappresentano una significativa fetta dei consumi intermedi, hanno visto dal 2025 una crescita esponenziale. I fertilizzanti, in particolare, hanno registrato un aumento più che triplicato negli ultimi anni. Anche il costo del gasolio agricolo è aumentato con un impatto diretto sui costi operativi delle aziende agricole.
Nella zona litoranea come Caorle mancano all’appello 15-20 q/ettaro di grano mangiati durante l’inverno dalle oche selvatiche.
“ Il dato positivo è che quanto stiamo raccogliendo almeno è di ottima qualità- afferma Andrea Pegoraro presidente di Coldiretti Portogruaro- ma con 70q/ettaro di resa andiamo a malapena a copertura dei costi di produzione, non riusciamo ad essere competitivi. Preoccupano inoltre le temperature tropicali di questi giorni che stanno danneggiando le colture di mais e soia in fase di crescita.”
“Le colture a causa del caldo eccessivo stanno richiedendo un incremento di irrigazione che fino ad oggi non è rappresentato un problema in quanto i fiumi che percorrono il nostro territorio sono complessivamente con buone portate- spiega Andrea Pegoraro- ma nel giro di pochi giorni le portate si stanno riducendo al minimo come accade normalmente nei periodi di caldo più intenso tra luglio e agosto, quindi l’incognita di come faremo ad affrontare l’estate se continua un caldo così intenso, ci da’ ulteriori pensieri.”


