27 Ottobre 2026
AMBIENTE: COLDIRETTI, CEMENTO, FOTOVOLTAICO SELVAGGIO E DATA CENTER BRUCIANO 1,3 MLD DI CIBO ALL’ANNO

Indispensabile approvare la legge sul consumo di terra fertile, recuperare suolo e piantumare alberi anche nei centri urbani

La cementificazione, il fotovoltaico selvaggio e il nuovo arrivo dei data center “bruciano” ogni anno cibo per un valore di 1,3 miliardi di euro, mettendo a rischio la sovranità alimentare italiana in un contesto già fragile per le tensioni internazionali, con l’aumento dei costi di produzione, dai fertilizzanti al gasolio, che minaccia le coltivazioni. È quanto denuncia Coldiretti, sulla base di dati Ispra, in occasione della presentazione del nuovo rapporto sul consumo di suolo. La sottrazione di terreni fertili ha raggiunto nel 2025 la quota di 102 chilometri quadrati, contro gli 84 dell’anno precedente.

Oltre alle nuove costruzioni, pesano le installazioni di fotovoltaico a terra, che rappresentano oltre un quarto del totale del suolo consumato, pur se con la nuova legge fortemente sostenuta da Coldiretti la situazione dovrebbe migliorare. Ma, seppur con numeri ancora limitati, è arrivato anche in Italia il problema dei data center che rischia di incidere nei prossimi anni in maniera sempre più significativa sul fenomeno, tanto dal punto di vista dei terreni quanto da quello energetico.

Per questo occorre salvaguardare il patrimonio agricolo e i suoli produttivi, riconoscendo il valore sociale, culturale ed economico delle aziende rurali nelle aree interne. Coldiretti chiede di agire subito per arrestare la perdita di terreno fertile, a cominciare dall’approvazione della legge sul consumo di suolo, ferma in Parlamento, che a suo avviso darebbe al Paese uno strumento all’avanguardia per proteggere il territorio.

Tra il 2000 e il 2020, i Censimenti agricoli mostrano una contrazione della superficie agraria italiana da 18,8 a 16,1 milioni di ettari: 2,7 milioni in meno, secondo l’elaborazione di Coldiretti su dati Istat. Una perdita che indebolisce la difesa del territorio e accresce il rischio idrogeologico, rendendo più pesanti le conseguenze del cambiamento climatico e delle ondate di maltempo estremo.

Con l’espansione delle aree urbanizzate, l’acqua piovana non riesce più a infiltrarsi nel terreno e scorre in superficie, favorendo alluvioni e frane. Più del 90% dei Comuni italiani è esposto a rischi come smottamenti e allagamenti, una situazione aggravata da piogge intense e concentrate, anomalie stagionali ed eventi estremi sempre più frequenti, ricorda Coldiretti.

Anche le città devono fare la loro parte: il verde urbano occupa appena il 3% della superficie comunale, e i parchi con aree gioco ne coprono una quota ancora minore. Coldiretti invita quindi le amministrazioni a cambiare rotta e a piantare più alberi, preziosi per il benessere fisico e psicologico, l’assorbimento di CO2, la depurazione dell’aria, la tutela della biodiversità e il contenimento delle temperature urbane.