Coldiretti apprende con favore l’attuazione di questa seconda fase di contenimento della nutria della Regione Veneto in collaborazione con Anbi (l’Associazione nazionale delle Bonifiche) che prevede un sistema informatico che digitalizza e accelera l'intero iter autorizzativo degli interventi sul territorio. “Accogliamo con favore questa impostazione della Regione Veneto nei confronti delle criticità legate alla fauna selvatica, in questo caso della nutria – commenta il presidente di Coldiretti Padova, Roberto Lorin – e questo è un passo importante per affrontare un problema che, come ribadiamo da anni, non è solo degli agricoltori, ma si riflette sulla sicurezza idraulica e stradale di tutti i cittadini. Conosciamo tutti la diffusione capillare della nutria e non è trascurabile l’assenza di predatori naturali fattore che rende ancora più difficile la situazione. I nostri associati da tempo si prodigano nella loro cattura e nelle segnalazioni e continueranno a collaborare con le istituzioni, dalla Provincia al Parco dei Colli Euganei, tramite il nuovo sistema affinché le catture siano sempre più veloci ed efficaci”.
Nella nostra provincia Coldiretti stima la presenza di oltre 200 mila esemplari, specie nella Bassa Padova e nel Piovese, che ogni anno provocano almeno mezzo milione di euro di danni diretti, anche se si tratta di una cifra nettamente inferiore alla realtà poiché numerose aziende scelgono di non denunciare le perdite, considerata la difficoltà nell’ottenere i risarcimenti. Ora questa iniziativa della Regione permetterà di fare un passo avanti. Insieme ai cinghiali sui Colli Euganei la nutria è una delle principali emergenze e fonde di danni per gli agricoltori padovani. Accanto all’aspetto risarcitorio, risulta infatti indispensabile la prevenzione dei danni che gli agricoltori, e non solo, subiscono in particolare a causa della nutria, che compromette le arginature dei canali con conseguenti rischi di incolumità per gli operatori agricoli impegnati nell’attività quotidiana, senza dimenticare il rischio idrogeologico e idraulico del territorio, compresa la sicurezza lungo strade arginali e di campagna”.
“Queste risorse pubbliche e la loro gestione sono una risposta concreta – aggiunge Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto - a un presidio costante di Coldiretti che sul tema della fauna selvatica aveva anche manifestato nell’estate di due anni fa a Mestre. Non abbiamo mai abbassato la guardia in questi anni, rivendicando la messa in sicurezza del territorio rivolgendoci a tutti i livelli politici. La nutria è una specie alloctona che con la sua proliferazione ha causato e causa criticità e situazioni di pericolo per la sopravvivenza dell’agricoltura – prosegue Salvan -, di fatto, l’eradicazione rimane l’unica soluzione per garantire la sicurezza dei cittadini e dei territori, ben venga che ci siano progetti per migliorare la gestione di questa azione. L’augurio è che questa applicazione e la metodologia possa essere estesa per la gestione di altre specie invasive che preoccupano il settore agricolo, colombi, corvidi etc, che causano pesanti danni ai raccolti e ai redditi degli agricoltori."


