14 Febbraio 2020
Tutela delle api, nuove soluzioni dal progetto Horizon 2020 Poshbee

Passi avanti per la salute delle api dal progetto di ricerca Poshbee, al quale Coldiretti aderisce con il supporto di Ager, finalizzato a valutare, a livello europeo, il rischio di esposizione delle api a fattori di stress che incidono negativamente sulla loro salute, tra i quali i prodotti fitosanitari, i sistemi di alimentazione, alcune malattie e nuovi parassiti presenti negli alveari analizzando anche l’interrelazione tra gli stessi. Nel corso del recente meeting di progetto, tenutosi quest’anno a Marsiglia dal 14 al 16 gennaio, si sono confrontati scienziati, apicoltori, agricoltori, operatori ed altri portatori di interessi da tutta Europa, mettendo in luce i risultati fino ad ora conseguiti e le prospettive future per ridurre i fattori che mettono a rischio la salute delle api.

Nel corso del primo anno e mezzo di progetto, infatti, sono stati sviluppati protocolli di ricerca validati che possono essere adottati anche da altri ricercatori e sono stati completati un elevato numero di esperimenti in pieno campo e serra in Europa. Sono stati analizzati metodi per il campionamento dell’aria negli alveari al fine di individuare eventuali contaminanti nonché interazioni tossicologiche e tossicodinamiche tra prodotti fitosanitari. Sono stati misurati ed analizzati gli effetti dei diversi prodotti fitosanitari sulle api operaie, i maschi delle api, le api regine e gli effetti della sostanza attiva sulfoxaflor sugli impollinatori, sia tramite studi di laboratorio che effettuando esperimenti in serra. E’ stata studiata anche l’interazione degli insetticidi sulfoxaflor e flupyradifurone rispetto all’effetto cumulativo con la presenza di virus delle api per monitorare l’impatto sul loro stato di salute.

E’ stato messo a punto lo sviluppo di modelli di valutazione del rischio non sono per api mellifere - come finora è stato sempre fatto - ma anche su nuove specie come bombi ed osmie (ad es. l’anthophora plumipies una specie di ape solitaria molto comune nei giardini fioriti a primavera). Un altro degli aspetti centrali del progetto di ricerca è comprendere l’interazione, in termini di impatto sulla salute delle api, tra prodotti fitosanitari e patogeni. E’ stata approfondita anche la strategia relativa all’impatto del progetto sugli stakeholders e l’elaborazione della carta della salute delle api. La ricerca ha riguardato anche i sistemi di nutrizione e sono stati testati 8 pollini diversi su differenti specie di api.

Il Crea Apicoltura di Bologna ha illustrato i progressi della ricerca condotta sull’esposizione delle api ai prodotti fitosanitari su colza e meleti. I risultati preliminari indicano differenze tra le tre specie di impollinatori ed i diversi formulati analizzati. Coldiretti, che partecipa a tale misura del progetto, ha provveduto a fornire i nominativi delle imprese agricole presso le quali collocare gli alveari, a facilitare i contatti tra imprese agricole, apicoltori e Crea per effettuare i campionamenti, a garantire l’accesso ai siti di monitoraggio nonché a coinvolgere gli agricoltori nella raccolta dati sui trattamenti fitosanitari effettuati e rese.

Nel corso del meeting, sono stati presentati anche i risultati del focus group europeo sul benessere delle api e l’apicoltura sostenibile dell’Eipagri (European Innovation Partnership for Agricultural productivity and Sustainability), con cui Poshbee collabora per divulgare il più possibile i risultati delle sperimentazioni, a beneficio di tutti i soggetti interessati al settore dell’apicoltura e allo sviluppo di tale attività nel contesto delle aree rurali. I risultati più interessanti derivanti da questa collaborazione sono raccolti in tre abstract. Il primo, redatto dall’Università inglese Royal Halloway, include una sintesi degli obiettivi del progetto, incluso lo sviluppo di nuovi marcatori molecolari per la valutazione delle api e schemi di monitoraggio a lungo termine.

Il secondo, elaborato dal Trinity College di Dublino, contiene una lista di raccomandazioni per quanti volessero ripetere la sperimentazione, sottolineando l’importanza di protocolli per la raccolta dati comprensibili anche dagli agricoltori, al fine di standardizzare gli studi che sono effettuati sugli alveari (ad es. dimensione della colonia, tipologia di alveare ecc). Il terzo contiene i risultati dello studio condotto dall’Università Svedese di Scienze agrarie sugli effetti dell’esposizione delle api al clothianidin, nei campi di colza nel sud della Svezia. Secondo tale studio, mentre le api mellifere crescono e si sviluppano anche in presenza della sostanza attiva, i bombi e le api solitarie hanno prodotto poco polline nei campi di colza ottenuta da sementi trattate con clothianidin rispetto ad un campo non trattato. Pertanto, secondo la ricerca, le colonie di api mellifere sono relativamente più robuste al neonicotinoide in ambito agricolo che i bombi e le api solitarie le quali, invece, risentono fortemente della sostanza attiva. Gli abstract e altre informazioni sul progetto sono disponibili al seguente link http://www.poshbee.eu/news/2631_poshbee-on-eip-agri-translating-bee-research-for-the-needs-of-practice/.

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